Viale del tramonto per i Blog?

Il Giornale di oggi, edizione online, con un articolo a firma di Matteo Sacchi dichiara perentoriamente: “L’epoca dei blog? È al tramonto” (www.ilgiornale.it/cultura/lepoca_blog__gia_tramonto/01-02-2012/articolo-id=569878). Il quotidiano milanese prende spunto da un avvenimento, sì, importante quale è la chiusura di Splinder, che è ufficialmente avvenuta ieri 31 gennaio. Di per sé, quindi, la notizia c’è: non ho bisogno di ricordare a chi mi legge l’importanza di Splinder nel mondo italiano dei Blog, ed è un vero peccato che sia venuto a mancare questo strumento di conoscenza e condivisione in un panorama che, pure, oggi mette a disposizione le piattaforme Blogger/Blogspot e WordPress (con quest’ultimo che offre peraltro la possibilità di importare i contenuti di un Blog precedentemente ospitato su Splinder).

L’articolo è ben scritto, racconta la storia di Splinder con dovizia di particolari; con toni di sincero rimpianto ricorda i bei tempi in cui i Blog venivano considerati il futuro.

Mi sembra un tantino esagerato, però, profetizzare la fine prossima del Blog tout court quale mezzo di comunicazione in ragione di un evento, tutto sommato, locale; nella specie, italiano. Wikipedia ha una voce per Splinder solo nella nostra lingua.

Secondo Sacchi stiamo assistendo al “tramonto di un’epoca”. Addirittura. Seguendo il ragionamento del giornalista avremmo tutti di punto in bianco assistito ad un avvenimento epocale, ovvero “l’avvento rapido e devastante dei social network”; e Andrea Mancia, esperto di Blog, dichiara all’articolista: “l’arrivo di social network come Facebook e Twitter ha allontanato tutti coloro che volevano solo un modo semplice di comunicare con conoscenti ed amici”.

Ora, non mi permetto di contraddire tali esperti: sono (come tutti possono vedere) un novellino di Blog e di Web 2.0 in generale, non proprio di Internet visto che già nella prima metà degli anni ’90 navigavo con Gopher/Veronica e poi con il primo browser, Mosaic; quei bei tempi in cui per divenire ricchi sarebbe bastato farsi venire l’idea di registrare un nome a dominio di senso generalissimo: facile col senno di poi 🙂 ; dicevo, sono qui l’ultimo ad arrivare, non uso e non so usare Twitter, e Facebook lo frequento, al momento, principalmente per ricevere e inviare notizie aggiornate su animalismo ed antispecismo. Però, anche con la mia parziale esperienza, rifletto spesso sul limite dei 140 caratteri dei “cinguettii” e sul magma incandescente di Facebook che ricorda tanto la compressione e lo sballottamento continuo dei corpi nel recentissimo film Faust di A. Sokurov (un capolavoro!), “come in una teca di vetro o in una palla di neve” (dalla recensione su Memorie di un giovane cinefilo, all’indirizzo: giovanecinefilo.kekkoz.com/2011/11/03/faust-aleksandr-sokurov-2011), e mi chiedo se questo necessariamente debba rappresentare lo stato attuale di internet sino all’arrivo di un Web 3.0 ancora da definire compiutamente.

Sarebbe un po’ come se si fosse sostenuto che, dai fratelli Lumière in poi, il teatro non avrebbe più avuto ragione d’essere e che, a sua volta, il cinema non sarebbe sopravvissuto all’avvento della televisione; che la fotografia avrebbe soppiantato completamente la pittura; o ancora, che oggi non si dovrebbero più stampar libri visti l’iPad e gli altri lettori di e-book (in quest’ultimo caso ci sarebbe, credo, un vantaggio immenso per l’ambiente, ma questo è un altro discorso).

E’ che un Blog, per come la vedo io, è strumento che consente di approfondire maggiormente, come in un diario – quel che poi in fondo è – le tematiche trattate, di concentrarsi su ciò che si vuole esprimere senza vincoli e senza distrazioni, con i suoi tempi per scrivere e rispondere, senza essere sommersi da un sistema che ti bombarda con frequenza impressionante con cento notifiche testuali, di immagini, di video, richieste di amicizia, causes/petizioni, messaggi d’amore e quant’altro – input che conoscono una brevissima stagione prima di essere sostituiti da nuovi, allettanti, richiami: chi vede mai quel che è successo un anno fa su Facebook? Un Blog consente di approfondire anche con scritti di una certa lunghezza un tema, contrapponendosi ad un impianto generalista quale quello dei social networks. Biancaneve, autrice del Blog Il Dolce Domani (ildolcedomani.blogspot.com) ed avida studiosa nonché lettrice dei medesimi, mi informa dell’importanza formidabile che hanno avuto i cosiddetti Cancer Blogs tra gli ammalati di tumore per raccontarsi e condividere le proprie esperienze e farsi forza l’un l’altro e soprattutto per sdoganare un tabù, ossia che dei tumori non si possa e debba parlare anche con ironia ed auto-ironia; o i Mummy Blogs che hanno creato vere e proprie comunità virtuali di neo-mamme alle prese con le loro problematiche); è insomma, un mezzo diverso e oltremodo attuale, non paragonabile ad altri; diverso e più personale, aggiungo per completezza, altresì rispetto ai Forum che pongono delle problematiche ed esigono una risposta; per non parlare infine dell’inferno 🙂 delle Chat, per le quali ammetto di non essere portato, forse a causa di raggiunti limiti d’età, e fors’anche per un principio di senilità (semi)precoce.

Un Blog è uno strumento, ecco, maturo, serio, per riflettere e far riflettere circoscrivendo un argomento, qual che esso sia. Così almeno, l’ho detto su, la vedo io. E poi, se proprio deve essere uno strumento in via d’estinzione, non sarà proprio questo a rendercelo più caro e prezioso e degno?

Lunga vita, allora, ai Blog, da parte dell’ultimo arrivato.

(foto di Giorgio Cara/AF/StudioMacro)

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2 Risposte to “Viale del tramonto per i Blog?”

  1. La foto è bellissima, della serie: mi leggono giusto tre o quattro gatti. LOL

    Io studiosa di blog mi sembra una definizione un po’ azzardata, diciamo che avida lettrice poteva bastare. LOL
    Diciamo pure che ho molto tempo a disposizione.
    E diciamo che, per una grafomane come me, i blog rimangono uno spazio virtuale ottimale per potermi esprimere liberamente.
    In generale direi che l’autore dell’articolo che hai linkato ha commesso un errore, ossia quello di paragonare uno spazio, quale quello dei blog, ad altri, quali Facebook o Twitter, che offono peculiarità espressive completamente differenti.
    Come ho già avuto modo di esprimere in passato, FB e Twitter sono veri e propri spazi di condivisione, molto generalisti, mentre i blog sono spazi di approfondimento e raggruppamento tematico. Che poi gli uni e gli altri si possano scambiare di ruolo, certo, è possibile (uno, volendo, può appprofondire un discorso anche su FB, ma nel giro di pochi minuti verrebbe bypassato dalla notizia successiva, ed è vero che esistono anche blog molto, come dire, anch’essi generalisti e superficiali), ma in linea di massima la distinzione resta valida.

    Comunque, per come la penso io, meglio pochi lettori, meglio uno spazietto di nicchia piuttosto che la confusione massificata di notizie veicolate e propagate alla velocità della luce che il nostro cervello recepisce ma non elabora nella dovuta maniera.

    Beh, visto che non avevo ancora avuto modo di scrivertelo, ti lascio un grande “in bocca al lupo” per questa tua nuova avventura blogghesca (ovviamente che “crepi il cacciatore”, sempre!).

    Ah, nel caso in questo mio commento ci fossero dei refusi, sappi che non è colpa mia, ma del piccolissimo schermo del notebook dal quale sono costretta a scrivere perché qualcun altro si è impadronito del pc fisso. 😛

    • “…meglio uno spazietto di nicchia piuttosto che la confusione massificata di notizie veicolate e propagate alla velocità della luce che il nostro cervello recepisce ma non elabora nella dovuta maniera.”

      Ecco, in poche memorabili battute hai centrato la quistione meglio di quanto abbia saputo fare io con tutto il post.

      Brava!

      P.S.: sei la prima a commentare su codesto blog, grazie!

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